A causa dell’impatto che si crea sull’ambiente quando si trasforma o si costruisce un edificio, è stata creata a livello mondiale la certificazione energetica E con lo scopo di poter conoscere il suo consumo energetico.
Così come per sapere quanta CO2 emettono nell’atmosfera, e in questo modo poter qualificare la sua efficienza energetica e qualità.
L’obiettivo principale della certificazione energetica E è incentivare un uso adeguato dell’energia da parte dei proprietari degli edifici, affinché adottino misure per il risparmio energetico, contribuendo così alla sostenibilità dell’ambiente e del pianeta.
Classificazione della certificazione energetica
La certificazione energetica è classificata mediante una scala rappresentata da lettere che vanno dalla A, per le abitazioni più efficienti, alla G, che è la classificazione per le abitazioni meno efficienti.
Questa classificazione del consumo si basa sulla misurazione dell’energia spesa dall’abitazione e sulla quantità di anidride carbonica prodotta dal consumo.
Secondo studi condotti in Spagna, il certificato che la maggior parte degli edifici ottiene è la lettera E, il che significa che un’alta percentuale si trova in una classificazione medio-bassa o poco efficiente.
Esistono aziende incaricate di eseguire questo tipo di classificazione, dove i tecnici responsabili devono effettuare uno studio sugli elementi che determinano il consumo di energia di un edificio o abitazione, come i sistemi di ventilazione e climatizzazione.
Basandosi sui risultati ottenuti, devono emettere un rapporto ufficiale per poter effettuare la dovuta classificazione.
Caratteristiche del certificato energetico E
La certificazione energetica di tipo E è la più comune nella maggior parte delle comunità autonome, ad eccezione della comunità delle Canarie, poiché nella maggior parte delle abitazioni di quella regione l’acqua viene riscaldata con un metodo ad effetto Joule, che ottiene una maggiore penalizzazione.
A causa del tipo di costruzione realizzato in Spagna fino al 2007, si considera che una certificazione energetica di tipo E sia un buon risultato, poiché la costruzione di abitazioni per quell’epoca non prevedeva requisiti di isolamento termico né misure per migliorare l’efficienza energetica.
Le abitazioni con certificazione energetica E presentano solitamente queste caratteristiche:
- Anno di costruzione tra il 1981 e il 2007, secondo la normativa NBE-CT-79.
- Muri di facciata con doppia parete e intercapedine (nelle più recenti, con isolamento termico nell’intercapedine).
- Finestre in alluminio con vetro singolo; in alcune più recenti, alluminio o PVC con Climalit o doppio vetro.
- Installazione di ACS per acqua calda: scaldabagni elettrici o scaldacqua a gas (butano o gas naturale).
- Per quanto riguarda i sistemi di climatizzazione (refrigerazione o riscaldamento), si usano solitamente split di aria condizionata per camere e saloni; in minor proporzione, radiatori elettrici a parete e radiatori ad acqua calda.
- Nelle abitazioni successive al 2000 fino al 2004, climatizzazione con pompa di calore (caldo e freddo) tramite condotti nelle camere da letto e nei saloni. In alcune, riscaldamento a pavimento elettrico nei bagni.
Generalmente, queste abitazioni sono di qualità standard media, ma nella maggior parte dei casi si trovano in buono stato.
Qual è il consumo di un’abitazione con classificazione energetica E?
Il consumo di energia di un’abitazione con certificazione energetica E è di circa 1010 euro all’anno per un’abitazione di 100 metri quadrati, secondo studi di misurazione realizzati basandosi sul consumo di acqua calda, refrigerazione e riscaldamento.
Anche se potrebbe sembrare eccessivo, va notato che questa spesa rappresenta il 50% di quanto spende un’abitazione con classificazione G, che è la classificazione più ricorrente dopo la E, per cui in Spagna una certificazione energetica E non è considerata una cattiva classificazione.
Quali misure si devono adottare per migliorare la classificazione E?
Se la tua abitazione ha una certificazione energetica E, ti suggeriamo di implementare i seguenti cambiamenti, sempre guidato da specialisti:
1. Rinnovare gli impianti termici
Cambiare le caldaie standard con caldaie a condensazione. Nel caso in cui l’abitazione disponga di un lavabo, si raccomanda l’uso di una pompa di calore ACS, sistema molto efficiente per riscaldare l’acqua sanitaria il cui rendimento supera il 400%.
2. Modificare la facciata per quanto riguarda il sistema di isolamento
Incorporando un nuovo isolamento termico (interno o esterno), migliorando l’involucro termico.
3. Cambiare il materiale delle finestre
Sostituire con alluminio a taglio termico e doppio vetro basso emissivo. Nelle finestre con alta esposizione solare, incorporare il controllo solare nei vetri per migliorare il consumo energetico e il comfort.
4. Cambiare il sistema di climatizzazione
Il sistema di climatizzazione dovrebbe essere una pompa di calore con almeno classificazione energetica A. Inditer può darti indicazioni e aiutarti in questo ambito.
Va notato che con quanto menzionato in precedenza otterrai un significativo risparmio energetico; tuttavia, devi tenere presente che per raggiungerlo dovrai effettuare un investimento.
La certificazione energetica in Spagna
Tutte le abitazioni devono ottenere la certificazione energetica. È un requisito obbligatorio dal 2013, dopo l’approvazione del decreto 235/2013 per tutti gli edifici pubblici la cui superficie si aggira intorno ai 200 metri quadrati, sia per abitazioni che per il pubblico.
Il proprietario dovrà possedere la certificazione energetica al momento di voler vendere o affittare l’immobile; in caso contrario, dovrà affrontare una sanzione.
Tutti i certificati hanno una validità di 10 anni dal momento in cui vengono emessi. Per ottenerlo è necessario richiedere il servizio di un tecnico autorizzato, e il documento dovrà essere registrato presso l’organismo competente secondo la comunità autonoma.
Va menzionato che esistono alcuni edifici esentati da questa certificazione energetica, come quelli protetti con valore architettonico o storico, quelli utilizzati meno di 16 settimane all’anno, quelli destinati a culti o quelli con superficie inferiore a 50 metri quadrati.